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Con il parto, ogni donna pensa che il peggio sia passato, che ora è tutto un decrescere. In realtà con la nascita inizia la vera avventura che accompagnerà i genitori per tutta la vita. Ai corsi di accompagnamento alla nascita dico sempre che allattare è una di quelle cose che danno una immensa gratificazione ma è un lavoro a tutti gli effetti!

Quando la mamma torna a casa dall’ospedale tutti i parenti e amici si precipitano a trovare la nuova famiglia, proprio in momento estremamente importante e di grande fragilità:

la donna è ancora frastornata dal parto, dai nuovi ritmi che la sua vita deve riequilibrare, dalla gestione del bambino, dalla relazione in trasformazione con il partner e dai vari riassetti ormonali. Tutti questi cambiamenti sono molto profondi e toccano gli aspetti più importanti della persona-coppia-famiglia.

La neo mamma inoltre sta conoscendo poco a poco le abitudini e i bisogni del suo piccolo, che richiede attenzione 24 h su 24; i primi giorni il bambino si attacca anche ogni ora perché sta attendendo l’arrivo della montata lattea che può arrivare anche dopo 4-5 giorni dal parto.

Nel frattempo è presente il colostro che non è molto ma è ricchissimo per la spinta iniziale che richiede il bambino e in questa fase non bisogna mollare perché è molto facile proprio nei primi giorni farsi prendere un po’ dallo sconforto e passare al latte artificiale, quindi vorrei elencare quali sono i principali accorgimenti per avviare un buon allattamento:

IL BIMBO SI DEVE ATTACCARE BENE

Allattamento 1
Allattamento 2
La bocca deve essere ben aperta e non deve prendere solo il capezzolo ma anche una parte di areola; inoltre le labbra devono essere bene estroflesse.
allattamento 3

POPPATE FREQUENTI

Ogni donna può allattare, non esistono al mondo donne che non possano allattare (tranne donne che hanno subito una mastectomia ), questo succede però se si attacca il bambino al seno, se si inizia a saltare delle poppate per sostituire con il latte artificiale, allora si inizierà gradualmente ad avere meno latte e poi è un circolo vizioso. Ma perché accade questo? La produzione di latte si basa su un riflesso basato a sua volta su uno stimolo che è la suzione del bambino. Se si attacca regolarmente il bambino al seno ogni volta che lui lo richiede, sicuramente la produzione di latte si manterrà e tenderà ad aumentare.

TEMPO

Quando dura una poppata? Anche questo è un’aspetto importante e dove le opinioni di parenti e amici spesso sono causa di forte confusione. Una poppata dovrebbe durare da circa 30 minuti fino a un’oretta, perché all’inizio della poppata il latte che il bambino assume è molto proteico ma procura poca sazietà mentre il latte che arriva verso la fine della poppata è molto ricco di grassi ed è questo che procura sazietà al bambino. Per questo si consiglia di fare una poppata ad un seno e in quella successiva porgere l’altro seno, in modo che il bambino prenda sia la parte proteica che quella grassa, evitando per es. 10 minuti ad un seno e 10 minuti all’altro seno perché il bambino avrà fatto una poppata magari sufficiente come tempo ma avrà preso solo la parte più proteica del latte e probabilmente di lì a poco cercherà ancora il seno e sarà nervoso, come la madre perché crederà di non essere capace o inadatta per il proprio bambino.

POSIZIONI

Le principali posizione in cui una donna può allattare sono la posizione classica pancia contro pancia 1, la posizione a palla da rugby, e la posizione sdraiata che si consiglia per l’allattamento notturno e per chi ha avuto un Taglio Cesareo.

posizione allattamento
 
PER CHI HA AVUTO " GEMELLI LE POSIZIONI PRINCIPALI SONO VARIE:
posizione allattamento gemelli
 

Come capire se il bambino ha mangiato a sufficienza è la domanda più frequente ai corsi post parto. Io confido sempre nelle capacità della madre che ha tenuto il suo bambino per 9 mesi dentro di se e nessuno lo può conoscere meglio di lei, qua non ci sono nonne, pediatri od ostetriche che tengano!!!!
Alcuni segni che possono far capire che il bambino ha mangiato sono l’atteggiamento di sazietà tipico, il rumore di deglutizione mentre è attaccato al seno, almeno 6 pannolini pieni di urina e circa 12 poppate al giorno nel primo periodo. Io sconsiglio vivamente l’allattamento ad orario per almeno i primi 4-5 mesi, è da preferire l’allattamento a richiesta perché quello che il bambino manifesta in questi primi mesi della sua vita non sono vizi ma solo BISOGNI!

La psicologa che lavora con me dice sempre che nei primi 3 mesi di vita il bambino non può prendere dei vizi e questo lo ripetiamo di continuo sia ai corsi di accompagnamento alla nascita sia ai corsi post parto. Spesso vedo mamme che vogliono a tutti i costi allattare ad orario e il risultato è un vero disastro. Voglio fare un esempio:

Poniamo che la madre voglia dare il latte alle ore 12 ma il bambino ne senta il bisogno alle ore 10:45 (anche noi adulti non mangiamo allo stesso orario tutti i giorni, non siamo macchine!).

Cosa succede? Il bambino inizialmente sarà un po’ infastidito, poi inizierà a piangere e la madre che sarà già nervosa per la situazione, cercherà di arrivare all’orario desiderato con l’aiuto di ciuccio,giretti in passeggino e giochi vari. Ma il nervosismo della madre nel frattempo cresce e lo trasmette inevitabilmente al bambino che sarà inconsolabile. Sono le 11:45 e il bambino è circa un’ora che si lamenta e piange, e la madre ha accumulato molto stress ma finalmente è arrivata l’ora della poppata:

il bambino stremato e stanco dopo aver pianto per un’ora dopo 3 minuti di poppata sarà addormentato e nessuno riuscirà a svegliarlo per chissà quanto tempo.

In questo modo slitta la poppata e la mamma che avrà sicuramente pianificato il pomeriggio in base alla poppata delle 12, si vede sfumare tutti i suoi programmi e in questa situazione il senso di frustrazione e di inadeguatezza si fanno sentire come non mai! Spesso si sente dire:” Oggi il mio bambino non è stato bravo..”

Ma forse è il caso di chiedersi veramente chi non è stato bravo!? Una cosa che vedo molto spesso: le mamme non vogliono prendere in braccio il bambino per paura di dare vizi. Come detto sopra non si può parlare di vizi nei primi mesi di vita e quando un bambino piange o si lamenta ha bisogno di essere consolato e DEVE essere preso in braccio, perché solo tra le braccia della madre o del padre, dove riconosce gli odori, le voci e i battiti del cuore, si sentirà davvero accolto, protetto, consolato e amato. Tutto questo non potrà mai darglielo un passeggino o un peluche!! Noi adulti nonostante l’età, quando c’è qualcosa che non va, andiamo a ricercare calore umano dalle persone di riferimento per noi (partner, genitori, fratelli-sorelle)

VANTAGGI DEL LATTE MATERNO PER IL BIMBO

  • Miglior alimento;
  • Compensa il sistema immunitario;
  • Rafforza il legame affettivo;
  • Crescita corporea più regolare;
  • Comodo, veloce, perfetto per temperatura, quantità densità;
  • Soddisfa il bisogno di consolazione e contatto.

VANTAGGI PER LA MADRE

  • Contrazione involuzione rapida dell’utero;
  • Aumento del consumo di calorie;
  • Riduzione del rischi di contrarre il tumore al seno;
  • Economico e comodo.

Un’ ultimo consiglio: non disperate mamme se il bambino non mangia la quantità di latte indicata in tabelle varie o libri. Il bambino è una persona trattiamolo come tale! Se in una poppata mangia un po’ meno di quello che ci hanno detto che in teoria dovrebbe mangiare, non succede nulla, non è il caso di allarmarsi o di andare in ansia!

Noi adulti mangiamo la stessa quantità a tutti i pasti?? No.

E allora non pretendiamo questo dal bambino e nemmeno che giorno dopo giorno la dose di latte aumenti di 20-30 grammi fino ad arrivare dopo 15 giorno dalla nascita una dose di 200g o più che il bambino dovrebbe assumere, perché è spesso impossibile. Se il bambino ha una crescita corporea regolare e costante significa che tutto sta procedendo nel migliore dei modi.

LA STANZA DI VIOLA
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V. La Spezia 177 43126 PARMA PR